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L’anfiteatro di Catania agli occhi di Jean Houel

Tra ‘700 e ‘800 in Europa si diffonde la “moda” del Grand Tour, il viaggio di istruzione dei rampolli delle case aristocratiche europee.

La Sicilia ha il suo momento d’oro nel corso del ‘800 quando dopo le scoperte di Ercolano e Pompei il Sud ha finalmente il meritato interesse essendo la culla della classicità.

Gli intellettuali contribuiscono così a promuovere e mostrare la bellezza della nostra terra antica, esotica e mitica. I classicisti così come i romantici trovano un luogo ideale di studio ed evasione.

Tra i tanti intellettuali, Jean Houel, pittore ed incisore francese, è colui che meglio incarna il viaggiatore ideale. Nei suoi 4 anni in Sicilia tutto rientra nel suo raggio di osservazione, le antichità, i paesaggi, le fatiche dei lavoratori e le tradizioni. Catania è una delle tante città visitate e la sua bellezza è comprovata da varie descrizioni ed immagini.

Houel si affida nella visita della nostra città al principe di Biscari che a quel tempo è incaricato di vegliare alla conservazione dei resti antichi del Val di Noto e Demone.

L’anfiteatro costituisce per l’artista un edificio antico superbo più sorprendente addirittura di quello di Roma. Nei suoi resoconti scrive che “hanno fatto di più gli antichi catanesi che Vespasiano e Tito”. E questo Houel lo afferma non potendolo osservare, poiché il monumento è completamente interrato da alberi e case e così lo immagina completamente liberato tracciandone una pianta generale.

Il primo anfiteatro per l’ incisore è solo un ampio fossato e gli spettatori siedono intorno alla scarpata erbosa, in seguito le scalinate vengono costituite da assi di legno e poi a causa degli incendi  costruite in pietra diventando un esempio per Roma. La decorazione esterna si caratterizza da 3 o 4 ordini sovrapposti, quella interna è marmorea.

L’arena è chiusa da un muro in cima al quale corre un cornicione e forma un podio alto 10/12 piedi. Al di sopra di questo, i gradini. I posti più bassi e più vicini all’ arena sono occupati dalle persone maggiormente influenti. Sulle precinzioni sboccano delle aperture comunicanti con i corridoi che conducono alle uscite. Coperto da tendoni, il suo uso è destinato ai combattimenti di gladiatori ed atleti.