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Il Castello di Acicastello

Il castello di Acicastello domina la piazza del piccolo borgo in provincia di Catania. Si erge su una rupe basaltica antichissima e si caratterizza per il colore nero tipico della pietra lavica.

Da sempre frequentata per la sua posizione strategica, una prima fortificazione viene costruita in periodo romano, poi ripresa in epoca bizantina. Nel 902 è assediata dagli arabi per essere riedificata sette anni più tardi dal  califfo al-Mooz. Ma è con i conquistatori normanni che il  castello diventa lo scenario di eventi cruciali della nostra storia. L’ edificio e il territorio circostante viene concesso al vescovo di Catania Ansgerio da S. Eufemia. Durante il XIV sec. è conteso da angioini e aragonesi. È importante ricordare alla fine del ‘300 l’ assedio che il re Martino fa intraprendere al Cabrera affinché Artale d’ Aragona, proprietario del territorio si arrenda. Passa in mano ad un susseguirsi di famiglie e infine viene destinato nel XVI sec. a caserma e carcere. Solo nel ‘600 è ristrutturato per volere di Filippo III e poi ceduto al duca Massa. In epoca borbonica diventa di demanio comunale.

Dal 1985 è sede del Museo civico.

Il museo consta delle sezioni di archeologia, paleontologia e mineralogia.

Particolare interesse ricoprono i diversi minerali dell’attività vulcanica, vari manufatti preistorici,   calchi di cranio e i resti ossei di alcuni vertebrati.

Al centro della fortezza si trova il “donjon”, la torre quadrangolare, attorno alla quale si organizzano i vari ambienti.

Della cinta muraria semicircolare e dei suoi due ingressi(la porta Catania a sud e la porta Messina a nord) rimangono solo alcune merlature. Il museo è ospitato in piccole sale, da questo si accede ad un cortile adibito ad orto botanico e ad una cappella denominata “bizantina” per la presenza di resti di un affresco bizantineggiante. La cappella è a pianta rettangolare ed è coperta da una volta, sostenuta da quattro archi ad ogiva. Stessa struttura la ritroviamo all’interno del torrione al piano superiore.

L’ ampia terrazza del castello da la possibilità ai visitatori di godere di una vista mozzafiato della costa ionica.

✔️Il castello ha subito nei secoli delle modifiche dovute a diversi cataclismi naturali.

Nel 1169 la lava raggiunge Acicastello  e colma il braccio di mare che lo separa dalla costa.

Nel 1329 è nuovamente raggiunto dalla lava e in parte danneggiato dai successivi terremoti del 1693 e del 1818.

✔️Nel 1875 Giovanni Verga scrive “Le storie del castello di Trezza”, una novella ricca di mistero ambientata all’interno del castello e caratterizzata da piani narrativi che diventano speculari e sovrapposti. Un gruppo di amici tra cui Matilde e il marito Giordano visitano l’antica fortezza e la guida Luciano racconta loro un’antica leggenda medievale. Il barone Garzia d’Arvelo e la sua seconda moglie Isabella vivono nel castello a picco sul mare. La donna viene avvertita degli strani rumori e delle apparizioni di fantasmi ma inizialmente non da credito alle storie, dovendo poi ricredersi la notte in cui sente dei lamenti e le appare il fantasma di donna Violante, prima moglie del barone, morta tempo prima suicida dopo la scomparsa del giovane paggio, suo amante. Isabella presa dallo spavento fugge  per non ritornare più.

La storia di donna Violante sarà per Matilde un’ anticipazione di quello che le accadrà, la sua morte e quella di Luciano del quale si innamora segretamente. I due cadranno dal precipizio del castello accidentalmente, suggestionati della leggenda medievale.

✔️All’interno della cappella sono esposte delle opere del grande pittore catanese Jean Calogero(1922/2001). Artista insignito della medaglia d’argento nel 1957 in Francia,  che attraverso le sue opere dai colori intensi ci conduce nei luoghi della sua memoria. La cappella è stata infatti intitolata al pittore Calogero molto legato ad Acicastello dove ha trascorso gli ultimi anni di vita.

Sapevi che..
è il luogo in cui fanno ritorno le reliquie di Sant’Agata? Queste vengono trafugate da Giorgio Maniace e portate a Costantinopoli nel 1040. Dopo 86 anni i due soldati Gisliberto e Goselmo caricano le sante reliquie in una nave e si dirigono in Sicilia. È il 17 Agosto 1126 quando giungono proprio al castello di Acicastello, residenza estiva del vescovo Maurizio per consegnare alla chiesa catanese e ai suoi fedeli le reliquie della Santa patrona.